Racconti della citta’
RACCONTI DELLA CITTA’ 1945-1948
Non dirò ciò che ho visto
quando per un sortilegio i muri sono dileguati
e nella città non è rimasto luogo segreto.
Dirò soltanto di un seme di girasole
scoppiato in cima a una grondaia
e di un ergastolano inginocchiato
confidarsi
sono un uomo solo.
Ciò che ho visto
quando un sortilegio ha dileguato i muri della città
non lo dirò a nessuno
* * *
Le nostre case sanno di pane
di cenere
del tempo che respirano le madri,
di un’ignoranza sottile
più sacra di un rito.
Le nostre case sanno di pane,
delle voci dei figli,
di scarafaggi annidati nei vasi dei gerani
che a notte spengono la brace nei camini
mentre le madri respirano
devote
il tempo