Racconti d’amore
Al Louvre ho baciato
una dea cipriota di tremila anni fa
ed eri tu.
Io che chiudo ogni giorno in una storia
vorrei chiamarti con la voce del vento,
invece ti chiamo
con il silenzio del tempo
***
Se ti presi per mano
e ti condussi
è perché l’esigua brezza di quel giorno di luglio
scaturiva da te
e non potevo fare altrimenti,
Non potevo
dirti che il nostro cammino sarebbe stato breve
perché in te vedevo freschezza senza sentieri
La terra umida
ha sciolto la fantasia dei vomeri.
I noci hanno smesso di nutrire i frutti,
le chiome dei lecci si sono inebriate
e hanno abbandonato la staticità.
I cinghiali esultano
presagendo il profumo delle ghiande