Moto perpetuo
In coda al barocco
In coda al barocco
io pigra e indaffarata sempre
anche nel turbine notturno del sognare
ho gran pietà di te Moto Perpetuo
che stelle e mari travolgi nell’andare
che piante e cieli e popoli di insetti
coltivi nei tuoi occhi senza sonno.
Ho gran pietà di te tragico eterno maniacale
della tua forza che non conosce tempo
né misura
di quel gran gioco celeste che non sai.
Tu mi possiedi ignaro indifferente
ed io che come fiore e nuvola dissolvo
pensando d’esser donna
con dolore ragiono di te
e mi commuove quel tuo fare e sfare
infinito
senza amore.