Racconti della Terra
Da “Racconti della Terra”, 1960-197
Non sono spuntate le foglie nuove all’Olmata,
gli alberi malati rimangono nella veste invernale
e il medico condotto ha scritto al sindaco:
“Sono costretto a segnalare diffusi e inediti malesseri
fra i residenti del Borgo miei assistiti.
Molti avvertono l’assenza di un occhio,
di una porzione del bacino, di un arto.
I più denunciano preoccupazioni profonde,
di essere giunti al termine della vita
e conseguenti irriducibili malinconie
ma in nessun caso le normali terapie sono efficaci.
Emblematico è il disturbo della maestra Zinelli Maria
che si sente di vetro sottile
e teme di andare in frantumi col vento
o se qualcuno la sfiora
per cui non esce più di casa.
Le sarò riconoscente se vorrà chiedere l’interessamento
della superiore autorità sanitaria.”
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Governanti italiani del ventesimo secolo,
governanti altri,
l’avvenire vi ricorderà
perché avete abraso bellezza e armonia dai suoli,
dalle acque, dagli antichi borghi.
Ricorderà noi per non esserci opposti.
Quest’epoca di transizione verso il rispetto
avrà un nome penoso
che ci punirà.
E tutto per i soliti dieci denari.
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Impareggiabile brezza
erano i salici dell’Aniene.
Toccati dalla piena delle cartiere tiburtine
hanno reclinato i rami
verso i pesci asfissiati dagli acidi.
Un giorno come gli altri
è morto un fiume
e nessuno se ne è accorto.